Progetto WOW: l’attraversata per i Diritti sulla Disabilità

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Data di pubblicazione

12 ottobre 2017

Il progetto WOW (Wheels on Waves) ha voluto sensibilizzare le persone sui diritti delle persone con disabilità. A capo di quest’operazione c’è Andrea Stella, che con la sua Associazione ha voluto compiere un’attraversata oceanica per dimostrare che tutto è possibile.

Andrea infatti è stato vittima di una rapina durante il suo viaggio di laurea; gli hanno sparato alle gambe, costringendolo su una sedia a rotelle. Il ragazzo però non riusciva ad accettare l’idea di abbandonare la sua più grande passione, la vela, così assieme ai suoi genitori costruì un’imbarcazione adatta a lui.

È così che è nato il catamarano “Lo Spirito di Stella”, che permette anche ad una persona disabile di essere totalmente autonomo nelle manovre veliche ma anche nella vita di mare. Il progetto WOW quindi, ha lo scopo di sensibilizzare le persone cercando di far capire come la diversità possa essere vista come un valore.

Per questo il catamarano è partito da Miami per arrivare a Venezia, con un equipaggio in cui figuravano militari, professori, disabili, studenti, pronti a darsi il cambio per raggiungere la meta. Durante la sosta a New York, lo staff del Progetto WOW e l’equipaggio hanno ricevuto dal Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres la Convenzione per i Diritti delle Persone con Disabilità per lanciare un appello ad abbattere tutte le barrire fisiche e mentali.

Dopo un’attraversata di sei mesi, il 13 settembre il catamarano “Lo Spirito di Stella” è arrivato a Roma, dove Andrea Stella ha consegnato la Convenzione a Papa Francesco. Nella stessa occasione poi i protagonisti del progetto WOW sono stati insigniti del titolo “Ambasciatori di pace nel mondo”.

In questi giorni il catamarano sta finendo la sua attraversata, e domenica il catamarano parteciperà alla Barcolana, la storica regata storica di Trieste, per poi terminare il suo viaggio il 15 ottobre a Venezia. Durante una conferenza stampa Andrea Stella ha detto che la loro missione è quasi terminata, ma ora tocca ad ognuno di noi darsi da fare affinché in futuro sia più facile per un disabile attraversare una città che l’Oceano.

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