Non tutto il sole viene per nuocere: la Vitamina D

I benefici della vitamina più "solare"

vitamina D
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Avrete notato negli ultimi anni un crescente interesse nei confronti della vitamina D, anche chiamata “vitamina del sole” in quanto viene prodotta nella pelle grazie proprio ai raggi solari.
Si parla sempre più spesso di un suo deficit nella popolazione, forse dovuto a linee guida troppo rigide riguardanti l’esposizione al sole che impediscono di sfruttarne appieno i benefici.
Nota soprattutto per il suo ruolo essenziale nello sviluppo delle ossa e dei denti, la vitamina D interessa ben 6500 processi fisiologici e sono sempre più numerose le funzioni che vengono associate a questa portentosa vitamina. 
Vediamo quali sono i sorprendenti benefici che questa vitamina ha da offrire.

 

Vitamina D ed esposizione solare

Con il termine generico vitamina D si intende sia la vitamina D2 che D3. Quest’ultima, chiamata anche colecalciferolo, viene prodotta naturalmente dall’organismo quando la luce diretta del sole colpisce la cute. I raggi responsabili della formazione della vitamina liposolubile sono gli UV-B che agiscono sul precursore 7-deyidrocolesterolo. Per permettere un’adeguata produzione della vitamina, l’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di esporsi al sole, con le dovute cautele, per non meno di 30 minuti al giorno. Oltre a ottenere la vitamina D dai raggi solari, la si può assumere attraverso alcuni alimenti e supplementi. Il National Institutes of Health raccomanda di reperire la vitamina da tutte e tre queste fonti al fine di assicurare adeguati livelli dell’ormone nel sangue.

 

Funzioni della vitamina D

Svolge diverse funzioni molto importanti per l’organismo. Le più note sono la regolazione dell’assorbimento del calcio e del fosforo e la promozione di un ottimale funzionamento del sistema immunitario. Assumerne una quantità sufficiente è essenziale per la normale crescita e lo sviluppo delle ossa e dei denti, così come per regolarizzare l’umore e per migliorare la resistenza contro alcune malattie. Una carenza di vitamina D comporta il rischio di sviluppare anomalie delle ossa, come il rachitismo nei bambini o l’osteoporosi (ossa fragili) negli adulti. In aggiunta ai suoi primari benefici, alcune ricerche suggeriscono che la vitamina D può essere determinante nel prevenire la depressione, nel ridurre il rischio di sclerosi multipla, nel diminuire le probabilità di sviluppare malattie cardiache e nell’aiutare a prevenire i raffreddori e a proteggere l’apparato respiratorio.

 

Vitamina D e alimenti

Molti fattori legati allo stile di vita e all’ambiente possono interferire con la capacità di assorbimento della vitamina D ottenuta dal sole. Questi fattori includono:
– l’inquinamento;
– l’uso della protezione solare, raccomandata per prevenire il tumore della pelle;
– passare molto tempo al chiuso;
– coprire eccessivamente la pelle con i vestiti;
– vivere in grandi città dove i palazzi schermano la luce del sole.
Questi fattori contribuiscono ad una carenza di vitamina in un crescente numero di persone. Ecco perché è importante reperire la vitamina, oltre che dal sole, anche dagli alimenti.

 

I cibi che contengono maggiori quantità di vitamina D sono:
– fegato di merluzzo (spesso sotto forma d’integratore);
– salmone;
– sardine;
– tuorlo d’uovo;
– latte;
– yogurt.

In conclusione, la fonte principale di vitamina D è il sole, ma a causa delle latitudini in cui viviamo e dell’abuso di schermi protettivi, la sua carenza è sempre più diffusa, rendendo necessario ottenerla tramite l’alimentazione e i supplementi.

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