La stampa 3D conquista la cucina

Tecnologia ora fa rima con gastronomia

stampa 3D
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Data di pubblicazione

4 agosto 2017

Se una volta la stampa 3D veniva utilizzata solamente per creare oggetti partendo da un modellino realizzato al computer e poi dotando la stampante della cartuccia contenente il materiale desiderato, oggi non è più (solo) così. La stampa 3D infatti non riguarda più l’arredamento o l’oggettistica, ma è approdata nel campo della gastronomia.

 

 

La Columbia University infatti ha proposto una tecnologia definita rivoluzionaria: la stampante digitale capace di produrre cibo. Nonostante gli ampi consensi però, lo chef francese Hervé Malivert è perplesso da questa invenzione: la consistenza dei piatti prodotti alla fine è sempre la stessa, ed è come se mangiassimo sempre un passato. Ammette che grazie alla stampa 3D le decorazioni vengono perfette, ma per altre pietanze crede che questo strumento non abbia futuro.

 

 

A Londra è stato aperto il primo ristorante dove tutto è stato realizzato con la stampa 3D: le posate, i tavoli, i mobili ma anche le varie pietanza. Da Foodlink, così si chiama il ristorante, vengono proposti piatti di livello che stupiscono i clienti non solo per l’aspetto scenico, molto preciso e spettacolare, ma anche per la loro bontà.

I piatti sono un mix tra ingredienti classici e prodotti dalla cucina molecolare. Le nove portate sono cucinate direttamente dalla stampante 3D, caricata non con la resina ma con ingredienti “freschi”.

 

 

Foodlink ha intenzione di diventare una catena, che ha previsto di aprire un ristorante anche a Roma. Ma in Italia già qualche chef ha tentato di utilizzare la stampa 3D, Davide Oldani infatti nel suo ristorante ha preparato un menù che si avvale dell’aiuto della stampa 3D. Lo chef lo utilizza per preparare decorazioni o qualche piatto complesso, ma non nasconde che in futuro il suo impiego sarà sempre più diffuso.

 

 

Si ipotizza che nel 2020 sia in commercio ad un prezzo accessibile ai più, con la possibilità di interagire da remoto con la stampante. Come qualsiasi stampante, l’importante è ricaricare le cartucce e poi si potrà decidere il piatto dall’ufficio, comunicarlo alla stampante 3D e arrivare a casa trovando pronta la nostra pietanza preferita.

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