Slow & sostenibile: la nuova moda

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Data di pubblicazione

16 ottobre 2017

In concomitanza con la Settimana della Moda di Milano, Greenpeace ha reso noto il dossier “Fashion at the Crossroads” che evidenzia come il mercato tessile sia fortemente inquinante e come il mondo si debba convertire ad un modello di moda sostenibile.

 

Dovremo puntare ad una tipologia di moda “slow” che si allontani dal modello di fast-fashion ormai sempre più diffuso: l’acquisto di capi a basso costo che durano poche stagioni e che vengono buttati dopo pochi anni. Questo significa che un indumento, dopo un paio di anni viene trattato come un rifiuto domestico che finisce nelle discariche o negli inceneritori, dove il poliestere dei vestiti viene smaltito al pari delle bottiglie di plastica PET.

 

Greenpeace accusa scarso interesse da parte dell’industria tessile di convertirsi ad una moda sostenibile, affermando che oggi il riciclo degli abiti sia una vera e propria chimera. Dal canto suo, l’industria tessile accusa i consumatori che preferiscono una moda low-budget e non spendono di più per acquistare dei prodotti sostenibili. Inoltre biasimano di non ricevere aiuto da parte delle istituzioni, che spesso ostacolano il loro lavoro.

 

Il rapporto della ONG non è del tutto negativo perché afferma che alcune aziende si sono mosse per promuovere alcune iniziative per puntare al rallentamento del flusso di materiali e alla circolarità del mondo fashion. Per ottenere una moda sostenibile è importante che le aziende tessili riducano l’utilizzo di materiali provenienti da fonti fissili e aumentino il ciclo di vita di un capo; devono poi impegnarsi sul riciclo dei vestiti o del materiale con cui essi si compongono.

 

Sembra sempre più evidente quindi che la moda sostenibile non è più uno sfizio ma una necessità sempre più impellente. Quello che possiamo fare è cercare di allungare la vita dei nostri capi, lavandoli con accuratezza e, piuttosto di buttarli via, pensare di donarli. Altra soluzione per puntare ad una moda sostenibile è quella di scegliere il vintage o di acquistare prodotti realizzati con tessuti riciclati e con un basso impatto ambientale.

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