La bioplastica che nasce dai limoni

bioplastica
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Data di pubblicazione

9 agosto 2017

La plastica ormai è intorno a noi, ed è uno dei materiali più utilizzati nella produzione di oggetti usati nel quotidiano. È composta da una idrocarburo, il BPA, che nonostante sia classificato come sostanza chimica sicura, ha da sempre perplesso il comitato degli Stati membri dell’Autorità Ue che hanno denunciato possibili effetti nocivi. Da circa vent’anni quindi, si stanno delle soluzioni alternative per sostituire il BPA; gli studi allora si sono concentrati nel trovare una nuova tipologia di bioplastica e dopo averne ricavate dall’amido di mais, dal grano, dal pomodoro e dalle bucce di banana, si è trovato il sostituto migliore: il limone.

 

 

Secondo gli studi recenti il biosfenolo A (detto anche BPA), con cui al momento si realizza la plastica, è un composto organico che potrebbe avere effetti nocivi sull’apparato endocrino e sul sistema ormonale. E nonostante sia reputato sicuro, alcuni Paesi hanno preferito eliminare l’utilizzo di questo policarbonato nei prodotti per neonati. È per questo che si è cercato di trovare un’alternativa, ma tutti i tentativi di trovare una bioplastica all’altezza erano sempre stati insufficienti, perché i prodotti che venivano creati non erano abbastanza affidabili come quelli ricavate dal BPA. Poi però un team di chimici dell’Institut Català ha sviluppato un policarbonato utilizzando limonene e CO2. Questa bioplastica era già stata creata nel 2000, ma solo adesso i ricercatori sono riusciti a migliorare le sue proprietà termiche, facendolo diventare il policarbonato con la massima temperatura di transizione vetrosa.

 

 

Ciò significa che questa bioplastica ha bisogno di una temperatura maggiore per fondere, e quindi è più sicura per l’uso quotidiano, superando anche la plastica derivante dal BPA. Secondo Arjan Kleij, a capo del team di lavoro, in futuro: “Possiamo iniziare ad aggiungere piccole quantità di limonene, per rimpiazzare progressivamente il BPA; passo dopo passo, il processo di adattamento potrebbe portare a nuovi materiali derivanti da questa bioplastica con proprietà simili, o addirittura nuove e migliorate”. Tutto questo è possibile grazie al limonene, che come suggerisce il nome, è ricavato dal limone ed è l’idrocarburo responsabile del profumo sprigionato dagli agrumi. Sarà quindi possibile trovarlo non solo nei limoni, ma anche dalle arance e unendoli all’anidride carbonica si ha questo nuovo composto chiamato PLDC ossia carbonato di polilimonene. Per cui se la vita ti offre limoni… tu fanne una bioplastica!

 

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