Alla scoperta dei semi di Chia: origine, storia e curiosità

I benefici dei semi di Chia dagli Aztechi ad oggi

semi di chia
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I semi di Chia sono fra gli alimenti vegetali più ricchi di fibre, proteine, minerali, vitamine, antiossidanti e omega 3. Grazie ai loro nutrienti benefici, i semi di Chia sono perfetti per integrare una dieta sana e bilanciata, e per completare tanti piatti sfiziosi. Direttamente dall’America centrale e dalle popolazioni precolombiane, i semi di Chia portano sulle nostre tavole un tocco salutare e naturale. Tuffiamoci quindi nella loro storia, approfondendone l’origine, la provenienza, e tutte le informazioni curiose che riguardano il loro uso in cucina.

 

Origine dei semi di Chia



La Chia è una pianta della famiglia della menta conosciuta anche con il nome scientifico di Salvia hispanica. È diffusa nel Centro America, soprattutto nelle regioni desertiche del Messico centromeridionale e del Guatemala, dove cresce spontaneamente in modo cospicuo e veloce visto che non è gradita agli insetti. Il nome Chia deriva dalla parola azteca ‘chian’, che significa oleoso, e si è tramandato fino ad oggi designando il nome dello stato messicano Chiapas.

 

I fiori della pianta di Chia sono caratteristici per il colore fra il viola e il blu dalla squisita bellezza estetica, ed è proprio da questi fiori che si ricavano i lucidi semi commestibili biancastri o marroni di forma rotondeggiante. L’impiego dei semi di Chia in cucina è attestato fino dagli Aztechi, proprio a causa delle grandi qualità nutritive di questo alimento, ricco di nutrienti altamente digeribili che proteggono dalle malattie cardiovascolari e infiammatorie.

 

La storia dei semi di Chia
I semi di Chia in antichità erano l’alimento di base della dieta degli Aztechi, che coltivavano questa pianta in grandi quantità. I semi di Chia erano una parte così fondamentale della vita di questa società precolombiana tanto che le popolazioni conquistate dall’Impero Azteco dovevano pagare un tributo annuale di 4.000 tonnellate di semi. Infatti, si credeva che questi semi avessero proprietà speciali che conferivano una forza straordinaria a chi li mangiava così da vincere tutti gli scontri e battaglie. Anche altre popolazioni indigene, come i Maya, erano grandi consumatori ed estimatori dei semi di Chia. Oltre che in cucina, li usavano anche nelle cerimonie religiose come offerta agli dei per avere un raccolto propizio e una stagione favorevole.

 

I semi di Chia vennero importati in Europa da parte dei coloni spagnoli dopo la scoperta dell’America e il contatto con usi e costumi delle popolazioni precolombiane indigene. Adesso, questi semi stanno assistendo a un vero e proprio boom di diffusione anche nella cucina italiana, complici le nuove diete salutistiche che li impiegano in molte ricette vegane e vegetariane e uno stile di vita più consapevole.

 

Curiosità



I semi di Chia sono facilmente conservabili e hanno una lunghissima durata, a differenza di altri tipi di semi come quelli di lino. È possibile conservare i semi di Chia in contenitori chiusi nella dispensa anche per anni senza che diventino rancidi.

 

I semi sono largamente impiegati in cucina sia per piatti salati, come il cous cous, sia in pasticceria, nella preparazione di cioccolatini e brownies, sia per le bevande, andando ad aromatizzare tè e infusi. Un altro impiego dolciario è quello del gel ricavato dai semi di Chia lasciandoli in ammollo, ottimo per sostituire le uova nelle ricette di dolci e biscotti.

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