Ai Pioppi: un parco divertimento tutto green

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Data di pubblicazione

15 maggio 2017

In mezzo ad un bosco vicino al Montello (TV) sorge un parco divertimento green, chiamato “ai Pioppi” che ha la caratteristica di essere completamente sostenibile, visto che utilizza l’energia meccanica… delle braccia.

 

Tutto nasce dall’idea di Bruno Ferrin, un rappresentante di lieviti che decise con sua moglie di aprire una semplice osteria, a Nervesa della Battaglia, in provincia di Treviso, a cui ha voluto aggiungere un’altalena per i bambini. Visto che non ne trovava una in vendita, decise di costruirsela da solo… e da quel momento non si è più fermato. Dopo quarant’anni di lavoro, il parco è ora costellato da ben 45 attrazioni e nonostante Bruno abbia ormai 78 anni non accenna fermarsi. L’idea iniziale di un parco divertimento green è stata mantenuta perché oltre alle altalene ci sono tappeti elastici, scivoli (il più grande misura 60 metri ed è alto 30), la teleferica, le catenelle, il bob, l’altalena in gabbia, la maxi centrifuga, il giro della morte che utilizzano solo forza meccanica, soprattutto delle braccia; solo il pendolo ha un motore di 7 cavalli necessario per portare un vagoncino a 6 posti a 30 metri di altezza.

 

Chi ha provato ad andare in questo parco giochi sicuramente è rimasto affascinato dall’atmosfera del posto, alcune giostre potrebbero sembrare pericolose e non a norma, ma Bruno non è uno sprovveduto: per rendere le sue idee realtà si fa aiutare da un disegnatore tecnico e da un ingegnere che ne verifica la fattibilità. Infatti negli anni non si sono mai verificati grossi incidenti, anche perché il proprietario controlla giornalmente le sue creazioni, e tende a precisare che “Non esistono giostre pericolose, ma solo giostre usate male”.

 

Che questo fosse un parco divertimento green lo si intuiva anche dal nome, visto che si trova immerso in un boschetto di alberi, tra cui i pioppi, che assicurano ombra anche durante le giornate più calde. Ma un’altra particolarità di questa struttura è che viene chiamata “la Gardaland dei poveri” visto che è totalmente gratuita. Infatti ognuno può entrare tranquillamente nel parco senza pagare un biglietto, l’unica richiesta è quella di consumare solo il cibo proveniente dall’osteria, tra l’altro particolarmente economica, e per i palati più sopraffini è presente anche un ristorante con 130 coperti.

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